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giovedì 6 dicembre 2012

SUPERGA CINEMA intervista Ivan Silvestrini


SUPERGA CINEMA intervista Ivan Silvestrini molto approfonditamente su STUCK: 


Tra le varie serie che circolano su Youtube, una delle più interessanti è sicuramente Stuck - The Chronicles of David Rea, frutto della mente di Ivan Silvestrini, regista di Come Non Detto. La web series, composta da un cast di tutto rispetto, ruota intorno al personaggio di David Rea (Riccardo Sardonè), un emotional trainer occupato a 'sbloccare' i suoi clienti da qualche problema particolare. Stuck, oltre che per la qualità della regia e per l'originalità della sceneggiatura, spicca nel panorama delle web series italiane per essere il primo prodotto made in Italy girato completamente in inglese. Noi di SupergaCinema abbiamo avuto la possibilità di parlare con Ivan Silvestrini per sapere qualcosa in più su quest'opera affascinante.


Stuck è una delle web series più innovative dell’ultimo periodo, non solo per la scelta di essere girata in inglese, ma anche per il suo stile dall’umorismo british. Com’è nato questo progetto e che ostacoli ha incontrato sul suo percorso?
Stuck nasce dal mio incontro con Riccardo Sardonè e dal nostro comune desiderio di lavorare sul web. Parlando ho capito che a lui avrebbe fatto piacere un ruolo "pedagogico" in qualche misura, e così ho pensato a quale fosse una condizione il più universale possibile sulla quale ci piacerebbe sapere di più, avere una guida… sono anni che sentivo questo senso di "pantano". La mia generazione si sta incastonando in un cambiamento economico, storico e sociale dal quale non vediamo uscita, questo ci porta a sentirci bloccati sotto ogni fronte, anche emotivo, d'altronde è difficile per esempio progettare un futuro insieme a una persona se non sai più vedere cosa sia il futuro. Da questa riflessione nasce la figura di David Rea, esperto di blocchi esistenziali, figura tutt'altro che risolutiva nei conflitti interiori dei suoi clienti, ma che almeno riesce a innescare quell'effetto domino che è secondo me a volte l'unico modo di uscire da un empasse: non importa sempre che la prima mossa sia buona o sbagliata, l'importante è fare una mossa. Questa è l'esatta ragione per cui abbiamo investito tanto in questo progetto potenzialmente a fondo perduto, ma che, come speravamo, sta aprendo un mercato per il futuro.

Quando hai cominciato a sviluppare Stuck avevi ben chiaro come si sarebbe conclusa la serie?
No, la scrittura di Stuck per ben 7 episodi è stata quasi del tutto intuitiva, portavo la storia dove mi sembrava più inaspettato e sorprendente contando di controllare poi la coerenza di tutto. Mentre scrivevo mi dicevo "ecco ora da qui possiamo far succedere questo… però è quello che tutti si aspettano… come posso bruciare ogni aspettativa nella maniera più brutale possibile rispetto alle logiche narrative seriali?" Ecco così andavo avanti… se vedete l'episodio 8 per esempio il rapporto tra Emma e Luke segue questa logica, una potenziale love story da 6 episodi almeno bruciata in due scene. Poi dopo aver scritto 7 episodi mi sono preso una piccola pausa di riflessione, ho coinvolto l'ottimo story editor Giovanni Masi, con cui abbiamo rivisitato ciò che avevo scritto, inserito il personaggio di Lisa, e stabilito la direzione da prendere nel blocco finale degli episodi che hanno una trama quasi esclusivamente orizzontale dato che il caso da studiare diventa proprio quello di David.

Il personaggio di David Rea è molto affascinante e, in un certo senso, mi ricorda Don Draper di Man Men. Com’è nata questa figura?
Donald Draper è un personaggio drammatico che amo, molto più serio di David Rea e di Stuck che sono piùdramedy. Ciò che li accomuna è sicuramente l'avere sempre la risposta pronta ed essere maschi alfa. David Rea per molti versi è ispirato al lato più deteriore del maschio (e quindi di me, senza tirarsi fuori) contro cui personalmente combatto ogni giorno per essere un uomo migliore. Però potendo scegliere ho incarnato questo personaggio in un attore molto più attraente di me in modo che potesse fare cose che la maggior parte degli uomini si limitano a fantasticare. 
Il cast è composto da attori di grande livello, alcuni già famosi sul piccolo e grande schermo. L’esigenza di recitare in inglese ha reso più difficile la ricerca degli interpreti giusti per le parti? Avevi già in mente qualche attore specifico?

Il casting non è stato facile, ma siamo andati quasi sempre a colpo sicuro, i ruoli sono stati scritti quasi sempre con gli attori in testa. Negli ultimi anni avevo conosciuto molti attori con cui avrei voluto lavorare come Ivana Lotito, Valentina Izumi, Vincenzo Alfieri, e ora sono tutti nel cast. Gaia Scodellaro me l'ha segnalata Vincenzo ed è stata una vera rivelazione, Mark Lawrence lavorava a Frascati in quel periodo, Stefano Masciolini era un amico di Riccardo, un'altra vera sorpresa. Giulio Pampiglione è stato mio vicino di casa! La splendida Carla Cassola beh… era sua madre.

La serie ha riscosso un grandissimo successo internazionale, richiamando l’attenzione di media stranieri e arrivando ad essere addirittura doppiata in russo. Ti aspettava tutto questo consenso all’estero? Ci sono sviluppi sul ‘fronte’ italiano?
Io non ho trattato questa web series come un prodotto di serie b rispetto al tipo di lavoro che avrei fatto su un copione cinematografico, ci ho riversato tanta di quella materia narrativa che ora sarà difficile per me trovare nuove storie fuori dall'universo di Stuck, ma l'ho fatto volentieri perché volevo tirare fuori tutti i demoni che mi ero tenuto dentro troppo a lungo. Questo probabilmente si è tradotto in un'unicità (nel bene e nel male) che però contagia, e io non potrei esserne più felice. Il grosso delle visualizzazioni di Stuck provengono dagli Stati Uniti (più di 2 milioni e mezzo sul portale Koldcast), seguiti dalla Russia e l'Europa dell'est e poi la nostra Madrepatria Italia. Stuck è una serie "astratta" sui rapporti umani, e l'astrazione dell'inglese ci rende apolidi, io spero che il seguito italiano cresca (ci sono i sottotitoli), ma in cuor mio so che Stuck non poteva funzionare se non in inglese, se non altro per il suo humour glaciale.

E se fosse tu a dover fare una seduta con David Rea? Dove sei rimasto bloccato?
Io ero rimasto bloccato alla mia condizione di ex studente di cinema condannato all’eterna attesa della “occasione” per far partire la mia nascente carriera. Trovo sbagliato pensare che le occasione vadano aspettate, e neanche cercate: le occasioni vanno costruite, e l’ho capito un anno dopo aver finito il Centro Sperimentale. Anche l’essere riuscito a girare il mio primo film Come Non Detto è merito in parte del fatto di non essere rimasto ad aspettare, perché tutto ciò che ha creato l’effetto domino terminato nel film è dovuto al fatto di non essermi fermato mai nel frattempo, e sicuramente Stuck ha contribuito a questo risultato.

Non manca molto alla conclusione della prima stagione di “Stuck”. Ci sono buone possibilità di vederne una seconda? Che altri progetti hai all’orizzonte?
Sono ottimista, la seconda stagione si farà, la domanda è quando. Stuck 2 si farà appena il mercato sarà maturo e sarà pensabile produrre una web series con sponsor o partner produttivi importanti, lo sforzo personale di autoproduzione di questa prima stagione è una cosa che si può fare solo una volta nella vita. 

La rete offre una certa libertà, ma ogni cosa ha il suo prezzo e, in questo caso, postare una serie su YouTube significa avere un feedback immediato dell’apprezzamento o meno del prodotto da parte degli utenti. Quali sono state le reazioni del popolo di Youtube a Stuck? Quali sono secondo te i pro e i contro dell’interazione costante con i fans?
A me piace l'interazione con chi ci segue, spero aumenti sempre! Su Youtube la tendenza è sempre quella di criticare, più nel male che nel bene, e tanto più sono fiero dei commenti che hanno accolto Stuck senza particolari riserve. Per lo più la gente che lo scopre lo apprezza molto, e sentirselo dire è molto gratificante. Su Stuck le uniche critiche all'inizio erano sulla pronuncia dell'inglese, ma a onor del vero l'unico paese ad averci fatto queste critiche è l'Italia, ma le capisco. La verità è che il mondo è sempre più un connubio di provenienze, ognuno parla col suo accento, e se non si scade nel ridicolo involontario nessuno se ne accorge. I personaggi di Stuck parlano con accenti diversi, chi americano, chi inglese, chi italiano/latino, ma basta vedere una qualsiasi serie americana in lingua originale per capire come anche lì sia così.

Il fenomeno delle serie sul web in Italia è relativamente giovane, ma, dopo Freaks, i prodotti in rete hanno cominciato ad essere molti, addirittura con Kubrick: Una Storia Porno, abbiamo assistito anche alla prima serie sostenuta sin dal principio da una casa di produzione cinematografica e televisiva. Cosa ne pensi del panorama delle web series italiane e di quelle straniere? Ne segui qualcuna in particolare?
Le seguo un po' tutte, mi piace pensare che prima o poi ci si organizzerà come un movimento, per lo meno con coloro per cui il web è la destinazione primaria e non un mezzo per poi sbarcare in televisione o altrove. Mi piace pensare che questa prima generazione di web series italiane (figlie di Freaks, The Guild, ecc) apra un mercato per cui si possa pensare di lavorare nel campo delle web series e vivere di questo. Io nella mia vita spero di fare tanto cinema e anche televisione perché no? Ma mi piacerebbe lavorare per la crescita di questo nuovo mondo, allo sviluppo di questo nuovo linguaggio che trovo davvero stimolante, perché parla a gente della mia età, gente che ha fame di Nuovo.

Oltre che sceneggiatore e regista, hai anche scritto il tuo primo libro illustrato Lady Tentacle - Vita, opere e amori della ragazza tentacolo disponibile in ebook. Com’è nato il racconto e la collaborazione conSoniaqq?
Anche quello nasceva da un'urgenza profonda di raccontare una storia senza le autolimitazioni tipiche dell'industria audiovisiva italiana, non avevo le risorse per farne un film, così ho scritto il racconto e l'ho fatto illustrare. Sono felice di averlo fatto, l'avrei fatto anche solo per mia moglie, ma ho peccato di ignoranza sulle effettive regole del mondo dell'editoria, non avevo le conoscenze necessarie per lanciarlo a dovere. In ogni caso esiste, si può trovare sul mio sito www.ivansilvestrini.com, e spero presto di farne un film.

Grazie per la disponibilità e complimenti per la distribuzione della colonna sonora di Stuck.
Grazie a te Serena! I complimenti vanno tutti agli straordinari musicisti di Stuck Alessandro Santucci eValentino Orciuolo.

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